“Babylon Berlin” è una serie TV eccezionale per vari motivi. È bella, è famosa pur non essendo anglosassone, ha usufruito di un budget astronomico e il lavoro di ricostruzione storica che c’è dietro è tanto interessante, quanto complicato. Nella recensione di “Babylon Berlin” parlerò come al solito del contesto storico e della fedeltà della sua ricostruzione, ma prima darò qualche informazione più generale sulla serie.

Ti va di fare un tuffo nella Berlino della fine degli anni Venti?

“Babylon Berlin”: quante stagioni sono?

Al momento le stagioni di “Babylon Berlin” sono 3: la prima e la seconda stagione sono del 2017, perché in origine la serie era stata ideata per due stagioni concepite insieme. Visto il grande successo di pubblico, “Babylon Berlin” si è arricchita di una terza stagione (2020) e ora è in lavorazione la quarta (uscita prevista nel 2022).

Trailer di “Babylon Berlin”

Il trailer è in tedesco con i sottotitoli in inglese perché per la prima stagione non si trova quello in italiano. Così però puoi farti un’idea della recitazione in lingua originale degli attori, che sono molto bravi.

Trama di “Babylon Berlin”

La trama di “Babylon Berlin” è piuttosto complessa, perché la serie è ambientata in un periodo denso di avvenimenti che avvengono spesso dietro le quinte. Qui riassumo le vicende principali della prima stagione.

1929. Gereon Rath è un commissionario di polizia di Colonia, inviato a Berlino per recuperare materiale pornografico che rischia di mettere in difficoltà una figura molto in vista della sua città natale. Alle indagini di polizia regolari affianca la sua ricerca privata, ma questo non è il suo unico segreto: da quando è tornato dalla guerra, Rath soffre di disturbo da stress post-traumatico che deve curare con la morfina.

Anche la coprotagonista femminile, Charlotte Ritter, ha qualcosa da nascondere. Proveniente da una famiglia poverissima, di giorno si arrabatta con i lavori che trova, mentre di notte si prostituisce in uno dei café più rinomati di Berlino; questa sua doppia vita mette però in pericolo il suo sogno di diventare ispettrice di polizia, che inizia a coltivare dopo aver conosciuto il commissario. Le indagini di polizia dei due finiscono per intrecciarsi a movimenti sovversivi di estrema destra e estrema sinistra, che rischiano di mandare in pezzi la giovane e fragile repubblica nata dopo la sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale.

“Babylon Berlin”: recensione

La serie TV non americana più costosa di sempre

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Nel 2017 “Babylon Berlin” risultava come la serie TV non americana più costosa mai prodotta: per le prime due stagioni sono stati investiti ben 40 milioni di euro! Una cifra impressionante per una produzione europea. Il motivo di un simile costo diventa più chiaro non appena si fa partire la prima puntata, perché la cura nella scenografia, nella fotografia, nei costumi e nel trucco è da applausi. La vecchia Berlino è ricostruita molto bene anche dal punto di vista degli ambienti: non dimentichiamoci che la città è stata rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale, quindi degli edifici originali è rimasto ben poco.

Germania anni Venti: cosa accadeva nel 1929?

Tutto il periodo della Repubblica di Weimar (1918-1933) è complicato e gli ultimi anni non fanno eccezione. Un esempio di cosa dovette affrontare la Germania in quindici anni? Una rivoluzione, un tentativo di colpo di stato, tentativi più o meno espliciti di invasione dai Paesi confinanti, un trattato di pace durissimo e umiliante, terrorismo politico rosso e nero, due terrificanti crisi economiche e crisi di governo più o meno ogni anno, soprattutto a partire dal 1930. Un caos politico e sociale, in cui si innesta un’accelerazione nel campo delle libertà personali e in quello culturale che lascia spaesata una buona fetta della popolazione.

Non era affatto semplice ricreare un contesto storico simile nella serie, ma in parte ci sono riusciti. Le vicende dei personaggi si legano agli eventi più importanti e restituiscono un’immagine efficace del periodo senza trasformare la narrazione in un documentario di storia.

Nella recensione di “Babylon Berlin” vedremo come gli avvenimenti storici sono raccontati attraverso i personaggi. Attenzione! Nella recensione sono presenti spoiler, soprattutto della prima stagione.

Crisi economica

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Uno dei protagonisti femminili in coda per un posto in un rifugio per senzatetto

Il personaggio che mostra meglio gli effetti della povertà delle classi più disagiate è Charlotte. All’inizio della serie vive con la madre, le due sorelle, il cognato nullafacente e il nonno; Charlotte finisce a prostituirsi per contribuire al mantenimento della famiglia, che vive alla giornata in un minuscolo e squallido appartamento in un quartiere popolare. Indizi della crisi che ha lasciato ferite profonde in Germania si vedono qua e là ne corso della serie: nei bambini che chiedono l’elemosina, nelle code fuori dai ricoveri notturni da cui la maggior parte delle persone rimane tagliata fuori ed è costretta a dormire per strada, nella lotta quasi fisica a cui Charlotte partecipa tutte le mattine per accaparrarsi un lavoro a giornata alla stazione di polizia. La storia è ambientata nel 1929, ma nella prima stagione si vedono ancora gli strascichi della grande crisi del 1923-1924; la storia inizia ad aprile e la catastrofe della crisi della borsa del 1929 (a ottobre) comparirà solo all’inizio della terza stagione.

Violenza politica

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Manifestazione comunista a Berlino

La lotta politica violenta ha caratterizzato tutta la durata della Repubblica di Weimar. Dopo la rivoluzione socialista che pose fine al Reich e diede l’avvio alla repubblica, si susseguirono nei primi anni Venti una lunga serie di attentati da parte dell’estrema sinistra, ma soprattutto dell’estrema destra, che arrivò anche ad assassinare ministri del governo. A peggiore la già difficilissima situazione politica si aggiunse la crisi economica del 1923 che mise in ginocchio il ceto medio e proprio quando la democrazia sembrava tornare a rafforzarsi, grazie al contenimento dell’inflazione che aveva portato i tedeschi a fare la spese con carrettate di banconote che non valevano più niente, arrivò la crisi del ‘29.

Nella prima stagione a prendersi la scena sono soprattutto i comunisti, che si scontrano con violenza con la polizia. Un episodio in particolare mostra un abuso di forza da parte della polizia a cui assiste Rath con il suo collega e che riflette l’orientamento vicino alla destra, anche estrema, di una parte delle forze armate della repubblica.

E i nazisti?

Non ci sono, o quasi. Ed è giusto così: nel 1929 il partito nazista era marginale, soprattutto in una città come Berlino dove alle elezioni del 1928 aveva raccolto solo l’1,4% dei consensi (non molto meglio era andato a livello nazionale, dove il partito si era fermato al 2,6%). Tuttavia, anche in una città come Berlino, dove i nazisti fecero molta fatica ad affermarsi, già nel periodo in cui è ambientata la serie erano già presenti gruppi attivi.

Questi fanno la loro comparsa nella seconda stagione, dove trovano comunque uno poco spazio: anche quando accadono avvenimenti gravi, le preoccupazioni dei personaggi sono rivolte altrove. Nessuno all’epoca poteva immaginare cosa avrebbe scatenato quel piccolo partito quasi pittoresco, anche se a partire dalla terza stagione alcuni personaggi iniziano a capire quanto possano essere pericolose le camicie brune.

Stato democratico sotto attacco

Abbiamo visto come la democrazia di Weimar fosse traballante a causa dei problemi politici che investirono la Germania. A questi si aggiunse però un altro pericolo, che si concretizzò in particolare nei primi anni della repubblica: quello del colpo di stato militare. Nel 1920 ne era già stato tentato uno (Putsch di Kapp) e nel corso degli anni l’esercito rimase una forza a cui la politica guardava con un certo timore. Il Trattato di Versailles aveva imposto alla Germania condizioni di pace così dure che in sostanza le impediva di avere un esercito; questo non impedì, però, che la Germania si riarmasse in segreto e si sviluppasse una forza militare segreta, definita «Reichswehr nera». Riferimenti a queste operazioni si hanno fin dalle prime puntate della serie e Rath e Charlotte rimarranno implicati in un complesso gioco di tradimenti e segreti che coinvolge esercito e ribelli trotskisti.

Libertà e cultura nella repubblica di Weimar

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Festa al ritmo di musica jazz

Il periodo della repubblica di Weimar vede la fioritura di tutte le arti: da quelle visive con l’espressionismo, all’architettura con la Bauhaus, al teatro e al cinema, che si ritaglia un’attenzione particolare nella terza stagione. La nuova Costituzione permette libertà mai viste prima, soprattutto a donne e cittadini appartenenti a minoranze come gli ebrei. Dopo la guerra i berlinesi si buttano nel divertimento, anche fuori controllo, in cui si mescola abuso di droghe, alcol e prostituzione. Le scene al Moka Efti, il teatro di varietà dove lavora nottetempo Charlotte è una metafora della doppia faccia del divertimento: al piano superiore ci sono spettacoli, balli e musica, mentre al piano inferiore si consumano i rapporti tra clienti e le ragazze, che si prestano a qualsiasi cosa pur di guadagnare i soldi che servono loro per vivere.

Strascichi della prima guerra mondiale

In “Babylon Berlin” la Grande guerra presenta il conto non solo a livello politico e economico, ma anche psicologico. Rath rappresenta tutti i milioni di soldati tornati dal fronte con profondi traumi, che tengono nascosti. All’epoca infatti questi erano derisi dalla società, che li considerava deboli e vigliacchi; il commissario Rath cerca di tenere sotto controllo gli attacchi di panico con dosi di morfina sempre maggiori, che rendono complicato il suo lavoro in polizia. Un attacco gli arriva proprio a lavoro e questo episodio è ciò che fa incontrare lui e Charlotte, che entrata in bagno lo aiuta durante una crisi e si impegna a mantenere il suo segreto.

Perché guardare “Babylon Berlin”

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La serie è stata molto apprezzata anche per le sue atmosfere noir

Se non ti fosse basta la recensione, ti suggerisco 2 motivi per guardare “Babylon Berlin”:

  1. Buona ricostruzione del periodo storico: guardando la serie è possibile capire cosa provavano le persone del periodo. Certo, per quanto sia ben fatta rimane sempre una serie TV e non un saggio accademico, ma di sicuro è utile per contrastare la rappresentazione dei tedeschi prima del regime nazista come persone quasi naturalmente portate alla violenza estrema e alla dittatura. Gran parte di loro aveva ben altri pensieri per la testa che non la politica (e l’ideologia razziale) e, in parte, questo disinteresse fu una delle ragioni del successo del nazismo.
  2. Lo spettacolo: Babylon Berlin è una serie che è una gioia per gli occhi, e per le orecchie. Oltre alle immagini curatissime è degna di nota la colonna sonora, di cui il pezzo più famoso è “Zu Asche, zu Staub”. Te lo lascio qui sotto così da poterlo ascoltare.

Dove guardare “Babylon Berlin”

“Babylon Berlin” è arrivata in Italia con Sky e per vederla bisognava essere abbonati a Sky o a NowTV. Fino a ora: da novembre 2021 la terza stagione è approdata su Rai4 e tutti gli episodi sono disponibili anche su RaiPlay a questo link.

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