A parlarci del topos letterario è Rebecca Scano, laureata in Lettere storiche. Il suo blog Romanae Topica significa “topoi romani”, per cui capirai come mai ho chiesto proprio a lei di occuparsi di questo argomento.

topos letteraio significato

Quante volte nella nostra vita ci sarà capitato di sentire o di usare in prima persona l’espressione “luogo comune”? Magari in un discorso politico o in semplici chiacchiere tra amici. Attualmente se si pensa all’associazione di questi due termini si ha immediatamente un’impressione negativa. La nostra società, infatti, lo usa comunemente per indicare un qualcosa al quale tutti credono, ma che infondo sappiamo non essere vero o perlomeno non in toto; sarebbe insomma un parente stretto dei cliché, degli stereotipi e dei modi di dire. In realtà, tale accezione non è l’unica propria di questa espressione, la cui caratteristica di ricorrenza e diffusione si ricollega ad un termine più antico e di uso letterario. 

tòpos (dal greco τòπος, τòποι): luogo comune, motivo ricorrente, in un’opera, nella tematica, di un autore o di un’epoca (significato, questo, che il linguaggio critico contemporaneo assume dalla retorica greca antica).

Questa è la definizione dell’antico vocabolo greco τòπος data dalla Treccani: possiamo notare che la nostra espressione ricorre nella spiegazione come sinonimo. Anche gli antichi dunque avevano dei modi di dire, dei luoghi comuni, nei quali si imbattevano quotidianamente? Sicuramente sì, tuttavia per comprendere meglio il significato del termine topos dobbiamo per un attimo dimenticarci della contemporanea accezione propria del nostro “luogo comune”. Lasciamo da parte l’attuale e l’informale per aprirci al mondo letterario. 

Come seconda definizione, non a caso, si trova “motivo ricorrente in un’opera”. Il τòπος dunque sarebbe anche e soprattutto un tema, una forma narrativa, un espediente, utilizzato fin dai tempi dell’antica Grecia nella retorica e nella letteratura. Tale strumento era utile alla retorica all’epoca come adesso: offriva agli scrittori e ai poeti degli spunti da cui partire per creare qualcosa di innovativo, faceva da toppa quando non si trovavano i verba appropriati da utilizzare, ma permetteva anche ai lettori di comprendere, di riconoscere e di ritrovarsi immediatamente nello scenario, nel momento e nel personaggio che l’autore stava descrivendo. 

Topoi tra storia e letteratura

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Ora, per un letterato questi sono degli ottimi strumenti, divertenti da riconoscere e imparare ad utilizzare; per uno storico costituiscono un grave pericolo nell’analisi delle fonti se non vengono immediatamente individuati. Il mancato riconoscimento di un topos, infatti, può portare a una falsata comprensione del testo, di un personaggio storico o addirittura di un intero contesto (specialmente quelli più remoti e distanti da noi). Proprio a causa di ciò, tra i molti ritratti di uomini e donne dell’antichità che sono ci sono stati tramandati, troviamo molte maschere e pochi volti

Probabilmente, con questa citazione pirandelliana vi avrò mandato in confusione. Ragion per cui è necessario qualche chiarimento in modo che non mettiate in dubbio che Alessandro Magno sia mai stato magno, per intenderci. Se cercate online la parola #tòpos vi compariranno una miriade di articoli ed esempi correlati, avete solo l’imbarazzo della scelta (lo stesso che ho avuto io nel dover scegliere quali raccontarvi per approfondire l’argomento). L’antica Roma è forse quella che ci offre più spunti, anche perché essendo molto distante da noi è più difficile avere prove che ci consentano di ricostruire un quadro completo. In pole position troviamo numerosi imperatori Commodo, Caligola, Nerone, Claudio. Per ognuno di questi c’è stato almeno uno storico che si è impegnato nel revisionare una memoria comune ormai totalmente distorta. 

Tra intelligenza e deformità: l’esempio dell’imperatore Claudio

Prendiamo Claudio come esempio più emblematico, è passato alla storia come un imperatore incapace, storpio e inetto. Noi sappiamo però che in realtà egli era un erudito, appassionato di storia e letteratura, amante di quel mondo ellenistico culla della cultura, della libertà e delle passioni. Aspetti che gli autori antichi ci riportano, ma celati dietro ad un marasma di aneddoti esilaranti (o meglio umilianti) sul goffo, balbuziente e brontolone imperatore. La deformità del suo corpo offusca ogni altro aspetto. Questo è un topos letterario: le capacità mentali colmano una mancanza fisica, la quale comunque rimarrà sempre l’aspetto principale nell’analisi del personaggio, perché fondamentalmente è l’aspetto estetico quello più immediato e appariscente. Nel caso di Claudio gli autori vanno oltre: cercano di sminuire persino la sua intelligenza, tramandando ai posteri l’idea che in fin dei conti il povero storpio non era nemmeno così brillante. L’Apokolokyntosis è l’apoteosi di questa visione. In realtà, il povero Claudio aveva soltanto avuto la sfortuna di nascere in un momento storico e in una famiglia in cui non vi era e non vi poteva esser spazio per la diversità. 

Donne e potere, un’accoppiata pericolosa

Il suo personaggio ci consente di spostarci ad alcuni casi forse ancora più emblematici: Messalina e Agrippina Minore. Entrambe sue mogli, entrambe descritte con identici epiteti, entrambe accusate di macchinazioni, tradimenti, crudeltà e lussuria. I τòποι che ritroviamo nelle loro descrizioni li possiamo ritrovare associati alla maggior parte delle donne dell’antichità, le quali probabilmente avevano l’unica colpa di essere ambiziose, forti e determinate in un mondo di uomini. In cima a quest’immensa lista femminile troviamo sicuramente Cleopatra: la regina d’Egitto, erede di Tolomeo, acerrima nemica di Roma. Lei viene descritta quasi come una strega, di una bellezza che ammalia e affascina persino i più solidi tra i generali romani, come Cesare e Marco Antonio. L’utilizzo dei τòποι in questi casi rifletteva un’ideologia politica e culturale particolare, propria della mentalità maschilista romana. 

Altri esempi di topoi letterari dall’antichità a oggi

Antichità

Prendendo le distanze dall’antichità e da un discorso prettamente storico, voglio aprirvi anche una piccola porticina sul τòπος letterario così inteso, con esempi che coinvolgono le più disparate epoche, alcuni dei quali hanno attraversato i secoli giungendo fino a noi. Per quanto riguarda il mondo antico c’è un topos che lega l’amore e il mare. Questo ha origini veramente remote, pensiamo solo all’Afrodite marina, che noi possiamo ammirare come Venere nell’opera di Botticelli, ma che appare per la prima volta nelle mitiche saghe della Grecia arcaica. In tale binomio l’amante sta all’amore come il marinaio o il naufrago o la nave stanno al mare, elemento infido e pieno di insidie che si fa quindi emblema della passione e del tumulto amoroso. 

Medioevo

Per quanto riguarda il mondo medievale si può definire un topos letterario il modello delle epistole degli esiliati negli epistolari bizantini. L’epistola era il principale strumento per mantenere il contatto con il potere, era una vera e propria richiesta di salvezza formulata in modo canonico: vi era la rievocazione delle gioie passate, il lamento per la propria vita misera e sofferente, il trattamento di ostilità ricevuto da parte degli abitanti locali o dai propri carcerieri. Tutte tecniche che tornano in tutti gli epistolari tra il IX e il X secolo. 

Età moderna

Per l’epoca moderna parliamo di teatro e della sua grande stella William Shakespeare: anche nelle sue opere vi è un τòπος ricorrente, quello dell’utilizzo della pozione magica o di un filtro a base di erbe come elemento risolutivo del dramma. Arrivando così più vicini alla nostra contemporaneità possiamo citare il topos del “sepolto vivo”. Anche questo ha origini lontane, frutto di una paura ancestrale, specchio di una condizione di ignoto a cavallo tra la vita e la morte. Nel corso dell’XIX secolo, in seguito ai macabri ritrovamenti fatti durante i lavori nel Cimitero degli Innocenti a Parigi, si diffonde a macchia d’olio nello scenario europeo. In molti si interessano al fenomeno, psicologi, medici, esperti di diritto e anche letterati, come Flaubert e Allan Poe, che ne fanno un espediente narrativo. 

Età contemporanea

In prossimità della nostra contemporaneità questo viaggio letterario giunge ad un termine originale e inaspettato: anche le forme artistiche più alternative hanno sfruttato i topoi. Pensiamo al famoso personaggio di Paperon de Paperoni: egli è protagonista indiscusso di una vera e propria epopea, che trasforma da giovane lustrascarpe al papero più ricco del mondo. In questa narrazione parodica vi sono tanti espedienti narrativi comuni alle grandi storie degli eroi tradizionali, come la forza bruta di Eracle e Sansone o la follia di Orlando. Insomma, possiamo trovare i τòποι veramente ovunque, sia nella Storia, sia nelle storie che ancora oggi raccontiamo. Ragion per cui è necessario saperli individuare, studiare e smascherare. 

L’approccio storico al topos letterario

riconoscere i topoi letterari

Come dovrebbe comportarsi quindi uno storico per evitare di partecipare a questa falsata trasmissione e scoprire il fondo di verità nascosto dietro i τòποι letterari?

  1. Partire dal presupposto che niente di ciò che conosciamo ci è davvero noto. Ciò che noi studiamo sui banchi di scuola o che prepariamo per gli esami universitari è una mole di informazioni talmente ampia che usciamo dai nostri percorsi convinti di conoscere tutto. Non c’è niente di più sbagliato. Tutto quello è soltanto la punta dell’iceberg: ci sono migliaia di domande ancora senza risposta, ci sono milioni di eventi dei quali non siamo proprio a conoscenza, ci sono un miliardo di documenti, reperti, storie ancora da scoprire e raccontare. 
  2. Senza il punto primo, non potremmo arrivare a questo: prendersi la briga di studiare anche ciò che è già stato studiato. Non esistono auctoritas. Ognuno di noi ha delle peculiarità e delle doti proprie, che ci conducono ad osservare le cose in modo diverso rispetto agli altri. Non è detto tutto sia stato già scoperto, ma soprattutto non è detto che tutto sia effettivamente come chi è venuto prima di noi ha stabilito. 
  3. Riscoprire e reinterpretare. Bisogna prendere in mano le fonti, analizzarle, confrontarle in modo da poterne sottolineare le differenze e i punti in comune. Questi specialmente nella nostra ricerca dei τòποι sono essenziali. Quando su cinque, quattro autori utilizzano le stesse espressioni ai fini di arrivare ad un comune giudizio, c’è qualcosa che non va. In quel momento, lo storico si deve porre una sola domanda: perché? 
  4. Cercare la risposta nel contesto storico, nella natura socio-antropologica, nelle consuetudini dell’epoca. È necessario ricostruire la scenografia intorno ai nostri attori, protagonisti (personaggi) e co-protagonisti (autori antichi), nessuno di loro deve mai star solo in scena.
  5. Infine, di vitale importanza: essere curiosi e appassionati.

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Di chi fidarsi per una divulgazione storica seria?

Consigli di lettura

  • A questo link potete trovare un elenco dei 50 topoi più comuni nella storia della letteratura italiana.
  • Sulla figura di Claudio consiglio la lettura di Buongiorno, che con “Il principe inatteso” fornisce un ritratto completo, fresco e innovativo dell’imperatore; sempre sull’argomento vi rimando all’articolo in cui approfondisco il topos letterario del “diverso” con una lettura comparativa tra letteratura antica e contemporanea, dai romani a Game of Thrones: Hear them Roar!.
  • Su Accademia.edu potete trovare i seguenti saggi: “Sepolti vivi. Paura tra topos letterario e problema giuridico” di Cristina Ciancio; “Il tema dell’esilio negli epistolari bizantini” di Gioacchino Strano; “C’è dell’altro in Danimarca. Da Giuletta e Romeo ad Amleto – pozioni erboristiche, filtri vegetali ed espedienti di magia tradizionale: topos letterario e messaggi nascosti in Shakespeare” di Stefano Valente; “Il mare d’amore: elementi per la storia di un topos letterario” di Giorgio Ieranò; “Fortuna Favet Fortibus: il topos dell’eroe nella Saga di Paperon de’ Paperoni firmata da Don Rosa” Luca Pruner.
rebecca scano

Hello there! Mi chiamo Rebecca (sì, come la prima moglie di Hitchcock e di Isacco), ho 24 anni, sono nata e vivo in Sardegna. Mi sono laureata nel 2019 in Lettere Storiche all’Università di Cagliari con una tesi in Storia Romana, ora sono laureanda in Storia e Società (lascio a voi il mistero della materia di tesi). La storia è sempre stata la mia fonte di ispirazione, il mio rifugio e la mia più grande passione. Quest’anno la noia del lockdown mi ha spinto ad aprire una pagina Instagram @romanae_topica, completamente dedicata a Roma. L’idea è quella di trasmettere al pubblico ciò che provo io quando studio questi antichi personaggi e le loro vicende, cercando di far comprendere perché ognuna di queste dopo migliaia di anni è ancora degna di essere conosciuta.
Blog: Romanae Topica

pin topoi letterari

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